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Partenze di Gruppo 2010:
6 agosto
Individuale : ogni settimana (min 2 pax)
Quota da 3400 €
Per secoli la Via della Seta ha rappresentato il collegamento reale tra due lontane realtà geografiche e culturali: la Cina e il bacino mediterraneo. Uno straordinario intreccio di scambi commerciali, ma anche il percorso di nuove scoperte e avventure, di un innovativo rapporto tra uomo e spazio terrestre che permise il superamento della visione locale e regionale. Questo itinerario abbina bellezza ed armonia con scorci naturali che evocano lotte, passioni. E’anche un cammino per rivisitare le tracce che il pensiero buddhista lasciò nelle rovine rupestri di Gaochang, Jaohe, Magao, il ripercorrere le tappe della conquista delle dinastie Qin, Han e Tang lungo la Grande Muraglia. Il viaggio ha alcune varianti che lo differenziano da viaggi simili: l’escursione all’arco naturale di Shimpton, una scoperta di National Geographic, la visita del villaggio mussulmano di Tuyugou, un autentico salto nella cultura uigura. E per finire un’autentica sorpresa: il deserto di Badain Jaran, forse il più bel deserto di dune del mondo, un’incredibile manifestazione della natura, un’armonia di onde gialle e grandi laghi blu e al centro un monastero buddista vecchio di due secoli. Khara Khoto e l’impero tanguto sono un’altra perla di questa misterioso e sconosciuta Cina. Dall’antichità al Medioevo, i territori che intersecavano il corridoio del Gansu erano floridi e fortemente abitati e la ricchezza derivava dalle carovane di mercanti che facevano sosta obbligata nel loro camminare da est ad ovest. Tra la fine del secondo secolo b.c. fu costruita una fortezza Khara Khoto (città nera), che nei secoli successivi acquistò una grande importanza. Dopo il dominio dei tibetani e attorno all’anno mille degli uiguri, i tanguti conquistarono l’oasi e allargarono la fortezza. Sembra che questi provenissero dalle terre alte, l’attuale Sichuan, con legami con l’etnia Qiang, ancor oggi presente in quella regione. Nel XIV secolo, nel periodo Ming, lo stato tanguto che nel breve arco di 250 anni della sua esistenza volle assurgere alla dignità d’impero dovette piegarsi e la città fu conquistata non senza eroiche gesta di difesa,dai cinesi. Lo spostamento delle vie commerciali dalla terra al mare e l’aridità portata dalle sabbie del deserto portarono alla distruzione dell’oasi. L’esploratore russo Kuzmic Kozlov nei primi anni del 1900 intraprese la ricerca di questa mitica città che gli indigeni negarono all’unisono, riportò a San Pietroburgo una tale mole di materiale che oggi fanno bella mostra al Museo dell’Ermitage e costituiscono una delle più preziose raccolte del Museo.
IL VIAGGIO PUO' ESSERE ORGANIZZATO SU BASE INDIVIDUALE
RICHIEDETE IL PROGRAMMA DETTAGLIATO E LA QUOTAZIONE VIA MAIL A focus@focus-italia.com
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